Porro si affretta a partecipare all'attacco squadrista contro Mia Diop

La destra sta cercando di diffamare Mia Diop, principalmente accusandola di non essere bianca. Ma dato che dirsi razzisti non va di moda, preferiscono far capire di essere razzisti senza ammette di esserlo. Dopo Vannacci e Azzurra barbuto, anche il solito Nicola Porro ha cercato di chiamare i razzisti all'odio pubblicando un livoroso articolo dall'odore di reato di diffamazione firmato da tale Lorenzo Vannucci:

Con toni irrisori e denigratori, Vannucci scrive che il curriculum di Mia Diop sarebbe «avvilente» perché «questa persona non ha mai lavorato un giorno in vita sua». Considerando che è una studentessa, sarebbe assai strano l'opposto. Ed è un po' surreale che a lanciare quell'accusa siano i sostenitori di Salvini, il quale ha perso una causa dopo i giudici hanno ravvisato che sia legittimo sostenere che lui non abbia mai lavorato un solo giorno in vita sua. Peccato che Salvini abbia 52 anni e non 23 come Mia Diop.
Di offesa in offesa, Vannucci prosegue:
È avvilente perché questo è un curriculum fatto male. Manca la data. Manca la firma. Ci sono quasi più incarichi politici che anni di vita. Graficamente, concettualmente fatto male. E questo è un curriculum fatto male perché Mia Diop di un curriculum fatto bene non ne ha bisogno.
E Mia Diop non ha bisogno di un curriculum fatto bene, per un motivo triste e semplice allo stesso tempo: si è messa in tasca la tessera giusta.
Perché è questo, alla fine, il nuovo Partito Democratico, evidentemente. È questo che cerca Elly Schlein nella sua nuova classe dirigente. Nel Pd di oggi per fare carriera non serve avere chissà quali competenze, anzi. Meno ne hai meglio è. Perché meno competenze hai e più puoi essere ubbidiente.
Ovviamente non fornisce prove delle sue accuse. ma forse dovrebbe prima spiegarci quali competenze abbiano portato Salvini al Ministero dei Trasporti o Lollobrigida a quello della sovranità alimentare. E forse dovrebbe spiegarci perché Berlusconi rendeva assessori le ragazze che facevano la lap dance a casa sua, che certamente avevano meno competenze di una ragazza che da anni guida la giunta comunale.
Insistendo nella diffamazione, chiosa persino:
L’insegnamento è semplice: sei giovane e vuoi fare carriera? Non la prendere una laurea. Non subito almeno. La magistrale? Nah, perché mai. Lavorare sottopagato per mantenerti gli studi e non gravare sulla famiglia? Sciocchezze. C’è una cosa più urgente: fai la tessera. Poi, a te, ci pensiamo noi.
Si potrebbe osservare che se si prende la tessera di FdI, ti fanno direttrice della Fenice. Se ti tesseri con la Lega, ti mandano a Bruxelles solo perché odi i mussulmani. E se hai fatto l'alberghiero, diventi presidentessa del Consiglio che promette l'abolizione delle accise e poi le aumenta una volta ottenuto uno stipendio pubblico a dir poco spropositato.