Il leghista Sasso insulta Mia Diop, appellandosi alla teoria complottistica della "sostituzione etnica"

Il leghista Rossano Sasso è pugliese, militante di un partito che voleva la secessione perché "Padania is not Italy" e i "terroni" andavano cacciati da Milano perché ritenuti inferiori e delinquenti.
Ha sostenuto il genocidio palestinese, ha promosso la truffa "gender" e cita sempre quel fantastico "woke" che serve a spaventare i poveri di spirito. Prima che iniziasse a vietare l'educazione sessuale nelle scuole e a asservire ogni pretesa dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus, non veniva citato praticamente da nessuno. Al massimo ottenne qualche titolo come sottosegretario all'istruzione che confondeva Dante con Topolino.
Mostrando in modo chiaro ed evidente che la Lega spera di ottener vori attraverso la promozione dell'intolleranza etnica, il leghista meridionale scrive:

Secondo lui, non essere sostenitori dell'uccisione del popolo palestinese sarebbe una colpa. Ed ovviamente Sasso definisce "estrema sinistra" tutto ciò che non è estremissima destra, dato che per loro persino i nazisti ungheresi andrebbero ritenuti dei moderati.
Nonostante Mia Diop sia nata a Livorno, lui sostiene andrebbe ritenuta "originaria del Senegal" prima di sostenere che non avrebbe "metriti" e che gli incarichi pubblici andrebbero riservati ai soli bianchi al grido si "Prima gli italiani". Peccato che i dati dal 2022 indicano che il centrodestra ha eletto il maggior numero assoluto di parlamentari con pendenze giudiziarie (29 su 40 totali) e la Lega ne detenga il primato (con 10 indagati).
Pare un preciso disegno che vuole premiare i delinquenti, che si tratti di candidati o di evasori fiscali. Ma Sasso preferisce inventarsi che "la sinistra sta puntando tutto sugli immigrati, sugli islamici, sugli italiani di seconda generazione". Si inventa che "promuovono il partito islamico, vogliono una società fluida e amano il multiculturalismo", sostenendo che l'assenza di odio e di intolleranza li renderebbe degni di una scomposta accusa di "sentimenti antinazionali" sancita da chi voleva la Padania perché Bossi e Salvini deversavano il tricolore.
Ma se il vicepresidente leghista vanta solo un libro razzista, lui si inventa che Mia Diop sarebbe stata resa vicepresidentessa della Tsocana anche se "nel suo curriculum ha il diploma e la tessera del pd, ma soprattutto il fatto di chiamarsi Diop".
Lanciata quella surreale accusa, cerca di appellarsi alla teoria complottistica della "sostituzione etnica". Peccato si stia parlando di una ragazza italiana, che fa politica da anni e che non ha rubato 49 milioni di euro agli italiani come la Lega.
Al limite del blasfemo è la frase "E noi, cristiani, Italiani di destra, cosa facciamo?". Lui pensa di essere cristiano mentre promuove intolleranza e sponsorizza genocidi? Pensa di essere più italiano di chi è nata a Livorno? Non prova imbarazzo nel palesare pensieri che ricordano i peggiori slogan della propaganda fascista?