Salvini vuole togliere i figli ai rom, ma lasciarli a chi non li manda a scuola

Il leghista Matteo Salvini sostiene che sarebbe "vergognoso" impedire a due genitori di poter isolare i figli, non mandarli a scuola e costringerli a crescere nella foresta.
Il caso riguarda una coppia di immigrati anglo-australiani che hanno deciso di vivere nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. I giudici sono intervenuti, rilevando che la loro scelta di vita rischia di ledere il diritto alla vita di relazione die figli, stabilito dall'articolo 2 della Costituzione. Si temo anche “gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore”.
Ma Salvini pare scimmiottare Jacopo Coghe, sostenendo che ogni genitore di etnia a lui gradita dovrebbe essere lasciato libero di poter disporre a proprio piacimento dei figli. Una tesi pericolosa, che peraltro nega il suo divertirsi a ripetere che chi viene in Italia dovrebbe rispettare le nostre leggi.
Attingendo a tutto il suo populismo, Salvini dice che a lui non andrebbe bene "che lo Stato si occupi delle scelte di vita personali di due genitori". Peccato non paia pensarla allo stesso modo quando è lui a chiedere il carcere per i genitori gay, sostenendo andrebbero privati dalla possibilità di avere prole perché lui crede che non essere eterosessuali sarebbe contro gli interessi dei bambini.

Dopo averci spiegato che essere gay danneggerebbe i bambini ma che andrebbe benissimo non mandarli a scuola, se ne esce dicendo che lui vorrebbe togliere i figli ai rom. Una tesi più volte ribadita, probabilmente con l'intenzione di ingolosire i razzisti con la promessa di violenze atte a colpire intere etnie.

Ovviamente è un paragone senza senso, dato che le due situazioni sono molto diverse. E di certo non è una motivazione il fatto che lui odi i rom molto più di quanto non odi un extracomunitario australiano che potrebbe danneggiare lo sviluppo dei figli.
Non mancano insulti allo stato, dato che Salvini pare afre opposizione nonostante sia al governo da più di tre anni con una maggioranza pressoché assoluta. D'altronde lamentarsi è più facile che fare...