Sasso accusa i lavoratori di essere "anti-italiani" perché non si accontentano dei loro esigui aumento

Il leghista Rossano Sasso sostiene che manifestare contro la loro manovra finanziaria, ancora una volta atta a premiare gli evasori fiscali, andrebbe accusato di attuare uno "sciopero anti-italiano". Perché prima dicevano che Padania is not Italy, ma ora vogliono che si dica che l'Italia sarebbe di Salvini e che chi critica le sue politiche andrebbe accusato di offendere una nazione di sua esclusiva proprietà.
Ovviamente dice anche che a lui, che il venerdì non lavora mai perché i deputati si presentano al lavoro solo per tre giorni a settimana, non vuole che i lavoratori rinuncino ad un giorno di paga che non sia più penalizzante di altri. E si inventa che manifestare contro le loro tasse sarebbe on'offesa alle mancette che sarebbero ai lavoratori.

Considerando che Rossano Sasso vorrebbe costruirsi una carriera fondata su razzismo, omofobia e deportazioni, le sue accuse appaiono abbastanza ridicole.
Inoltre gli "aumenti" sbandierati da Sasso non coprono neppure l'inflazione. Ad esempio, per il contratto di ricerca Sasso propone u 6% di aumento contro il 17% di inflazione. Lamentarsi perché i sindacati non firmino delle prese in giro parrebbe mostrare come Sasso non comprenda i problemi economici di chi non ha un reddito annuo di circa 90 mila euro come lui.