Sasso vorrebbe trasformare le scuole in campi di indottrinamento identitario di stampo psudo-religioso?

Siamo alle solite. Come ogni Natale, anche quest'anno i leghisti tentano di rovinarci le feste con le loro blasfeme polemiche. In particolare, il leghista Rossano sasso dice che sarebbe "patetico" e "riicolo" non usare le scuole statali come campi di indottrinamento ideologico, perché imporre Gesù potrebbe compiacere l'elettorato che condivide l'odio della leghista Sardone verso i mussulmani e potrebbe risultare utile a chi usa una retorica identitaria simile a quella su cui si fondava la propaganda nazifascista.
E così, ci spiega che le suole dovrebbero essere usate come luoghi di culto in cui calpestare i principi di laicità e liberà religiosa, così che sia chiaro a tutti che qui comanda lui e si fa quello che dice lui.
Ovviamente sostiene che i valori costituzionali sarebbero "ideologia" e che la "missione educativa" imporrebbe l'obbligo di indottrinare i figli degli altri alle convinzioni religiose di Pillon. Altrimenti si fa come i due immigrati usati da Sasso per attaccare i giudici, che non mandavano i figli a scuola e li facevano defecare in una buca giardino...

Ovviamente i discorsi di Sasso non parrebbero avere nessi con la vera religione, dato che un vero cristiano difficilmente si spellerebbe le mani quando un criminale come Netanyahu massacra civili e bambini. Più probabilmente il suo interesse è vero l'uso della religione come strumento di propaganda identitaria finalizzata a promettere la sopraffazione degli altri.
Ed infatti sulla sua immaginetta troviamo solo il suo faccione promozionale, piazzato davanti ad alberi di Natale pagani. Neppure si è preso la briga di mettere presepi come sfondo, preferendo un "lasciate stare Gesù" che si somma a quel "lasciate stare i bambini" che cita ogni volta in cui non propone di portare via i figli ai rom.
Probabilmente Sasso è convinto che "Gesù" vada messo tra "gender" e "woke" nell'elenco delle parole da usare per fare soldi facili col populismo, ma la sua polemica appare comunque surreale anche nella tesi sostenuta. Infatti nel testo originale di Jingle Bells non si cita Gesù. Anzi, non era manco una canzone di Natale.
Nel 1857, l’inglese James Lord Pierpont scrisse una canzone chiamata "The One-Horse Open Sleigh", ossia "La slitta trainata da un cavallo". Poi il testo è stato rinominato,, ma il brano racconta racconta semplicemente di un tranquillo giro su una slitta trainata da un cavallo solo. Inoltre venne pubblicata a inizio autunno, confermando che il brano non dovesse essere associato al Natale.
Ma cercare di aizzare la gente gli uni contro gli altri, cercando di sfruttare ogni pregiudizio e ogni paura irrazionale, è ciò che caratterizza l'ideologia populista.