Secondo il pastore evangelico, sarebbe legittimo crescere figli come ad inizio '900

Nessuno ha ancora tolto i figli ai due genitori immigrati che costringevano i figli a defecare in una buca in giardino, poi sfruttati da Salvini per uno dei suoi soliti attacchi a servizi sociali e giudici minorili. Eppure il pastore evangelico Luigi Carollo continua a sostenere quella tesi, affermando che l'immigrato bianco avrebbe ogni diritto di poter negare scuola, servizi igienici e rapporti sociali ai suoi figli se viene in Italia e non ha alcuna intenzione di rispettare le nostre leggi. Dice anche che tutto ciò sarebbe legittimo perché nel 1900 si viveva in condizioni simili, nonostante fosse quello il motivo per cui la loro aspettativa di vita era inferiore alla nostra.

Seguendo il suo ragionamento, poiché la pedofilia è stata socialmente accettata sino al sino al 483 d.C. e oggi siamo ancora vivi, dovrebbe significare che un uomo di destra dovrebbe sentirsi nel diritto di portarsi a letto delle ragazzine minorenni?
Falso è anche che i servizi sociali sarebbero interventi perché "hanno deciso di vivere nella natura". Infatti il problema non è chi vive nella natura, ma chi sceglie una catapecchia non a norma, priva dei servizi igienici previsti dalla legge, per crescere figli che non vengono vaccinati, mandati a scuola o messi nelle condizioni di poter avere rapporti sociali con coetanei.
Il fatto che i servizi sociali abbiano deciso di valutare la situazione non è solamente doveroso, ma è quantomeno auspicabile.
Poiché è evidente che il signor Carollo continui a citarci nella speranza di aizzarci contro i suoi seguaci, lo troviamo a ridete tutto divertito perché il solito Andrea Vani ci ha regalato i suoi soliti insulti:


Il messaggio del giocatore della Supernova Fiumicino è quasi luciferino nella sua formulazione. Oltre ai soliti insulti gratuiti, tipici di chi si atteggia da bullo, preferisce inventarsi delle patetiche illazioni in modo da poter contestare le sue folli fantasie anziché le evidenze. Si inventa persino che qualcuno "farebbe travestire" i figli, cercando di ostentare la sua sconfinata omofobia attraverso una fantasia incentrata sul sostenere che qualcuno imporrebbe qualcosa ai bambini.
Ovviamente parla al femminile dei gay, perché offendere la mascolinità dei gay diverte sempre gli omofobi. Ed ovviamente il pastore lo incoraggia ad offendere e denigrare, rivelando tutta la violenza della loro ideologia.
Ma per quanto si divertano ad insultare e offendere, la realtà non cambia. Se Carollo e Vani vogliono andare a vivere in una catapecchia nei boschi, condividendo la medesima latrina all'aperto, lo facciano pure. Ma lo dovrebbero fare tenendo giù le mani dai bambini.
Perché i bambini hanno dei diritti e i genitori hanno degli obblighi, anche se loro preferiscono sostenere che nessuno dovrebbe poterli tutelare. E poco importa se Coghe teorizza che i bambini siano oggetti di proprietà del genitori, di cui si dovrebbe poter disporre a piacimento: la realtà è che i bambini sono persone e che come tali hanno dei diritti.