Umbria, Pillon guida l'attacco leghista alla "carriera alias"


Il leghista Simone Pillon è abbastanza squallido mentre prova a sostenere che il rispetto sarebbe "barbara pratica" e che la transessualità andrebbe vietata perché lo scopo dell'esistenza sarebbe la riproduzione.
In pratica, cita a casaccio un po' di confusa propaganda populista, condita con le fantasie di Silvana De Mari sugli organi genitali altrui. Peccato che poi sia lui a urlare che sarebbe fantomatico "gender" riconoscere le persone transessuali senza una castrazione forzate. E naturalmente la "Carriera alias" non ha nulla a che fare con le operazioni di cui parla lui, dato che al massimo servono a garantire rispetto proprio in assenza di quelle operazioni chirurgiche. E dire che Jacopo Coghe sostiene che la transessualità faccia male perché la destra populista è omofoba anche all'estero non pare portare nulla al dibattito pubblico, ma solo sottolineare che l'ideologia propagandata da Pillon è antiumana e assi poco cristiana.

Promettendo il suo intervento contro i diritti die minori (che a suo dire starebbero meglio segregati in un bosco che a scuola), l'ex senatore leghista scrive:



L'obiettivo è quello di vietare la dignità dei minori e costringere molti di loro a subire ingiuste umiliazioni al solo fin4 di soddisfare l'intolleranza del loro elettorato. Ed è grave che Pillon sostenga che vada punito chi ha rispetto delle persone, promettendo invio di ispettori contro chiunque dissensa dal loro pensiero unico.

Pillon contesta la decisione del liceo Mariotti di Perugia di attivare le carriere alias per gli studenti e le studentesse con varianza di genere. Citando Trump cpme se non ci fosse un domani, sostiene che “L’introduzione delle carriere alias rappresenta, nei fatti, una resa all’ideologia gender woke” e sarebbe “un rischio inaccettabile, che una scuola dovrebbe prevenire con la massima fermezza”.
Peccato che la scuola dovrebbe favorire integrazione e non indottrinamento trumpiano, motivo per cui è la sua ideologia che dovrebbe essere rigettata con la massima fermezza.
In quel suo inventarsi continue “giustificazioni” alel sue discriminazioni, il leghista è arrivato persino a sostenere che il rispetto violerebbe la privacy: “Una scelta del genere non solo stravolge il ruolo della scuola, ma mette anche a repentaglio la riservatezza degli studenti”.
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