Coghe attacca Vendola e il diritto di poter pensare che Dio non sia omofobo come sostiene lui

Jacopo Coghe ama sostenere che l'odio omofobico sarebbe una fantomatica "opinione" che andrebbe garantita ai suoi finanziatori. Ma poi non perde occasione per sostenere che andrebbe censurato il pensiero di cui crede che Dio non sia malvagio come lo dipinge lui.
In particolar modo, oggi accusa Vendola di "blasfemia" perché ha semplicemente osservato che tutti i principali protagonisti dei Vangeli erano al di sopra dei canoni della loro epoca:

Con tutto il rispetto, a noi pare molto più blasfemo l'uso propagandistico che Coghe è solito fare della religione. E che a lui piaccia o meno, esiste il diritto di poter credere che Dio non sia un elettore di Giorgia Meloni che sogna più deportazioni, più intolleranza e meno diritti civili.
Il fatto che Coghe voglia imporci la sua opinabile e orrenda idea di Dio è di una violenza inaccettabile. Ed è inaccettabile anche la violenza ideologica dei suoi proseliti, i quali ci spiegano che loro non saprebbero che farsene di un Dio che non può essere usato per odiare il prossimo:

Sostenere che Dio odierebbe qualcosa significa non aver capito nulla di quella religione che loro manipolano come squallida giustificazione al loro odio.