Coghe svela le carte: i bimbi del bosco erano pretesto per i suoi scopi politici

Jacopo Coghe, in qualità di portavoce dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus, difende da settimane le violenze dei due immigrati promossi da Salvini, che costringevano i figli a defecare in un buco, gli impedivano contatti sociali con i coetanei e li relegavano all'alfabetismo.
A suo dire, il caso dovrebbe sancire che i bambini non abbiano alcun diritto e che il genitore li debba poter usare a proprio piacimento.
Ma è alquanto surreale che sostenga che in difesa di quelle violenze bisognerebbe sostenere la riforma contro la giustizia promossa dalla sua Giorgia Meloni.

Ovviamente la sua asserzione è totalmente priva di senso. La separazione delle carriere riguarda giudice e pubblico ministero. Nella giustizia civile, cioè quella che "separa le famiglie", non esiste il pubblico ministero.
Il suo livoroso messaggio parrebbe solo sottolineare che le lobby di destra vogliono strumentalizzare una vicenda delicata solo strumentale per sostenere certi interessi politici. Altro che interesse per i bambini!