I busti di Mussolini sì, la kefiah no. Lo ha stabilito il leghista Rossano Sasso

I busti di Mussolini sì, la kefiah no. Lo ha stabilito il leghista Rossano Sasso, il quale si dichiara mortalmente offeso da chi osa pensarla diversamente da lui sulla "bontà" del genocidio palestinese. Ed ovviamente ne approfitta anche per insultare chi frequenta quegli stessi centri sociali che un tempo erano frequentati anche dal suo Salvini, quando ancora andava a cercare voti nelle moschee e voleva cacciare i meridionali come Sasso dalla Lombardia:

La Lega ha solidarizzato con diversi agenti arrestati per violenze e illegalità. Ha rubato 49milioni agli italiani e ha passato anni a promettere una "secessione" che avrebbe distrutto l'Italia.
Ma Sasso lo tollera, come tollera lo stare seduto in parlamento insieme a Augusta Montaruli, condannata in via definitiva per peculato a un anno e 6 mesi. Quello che non tollera è che qualcuno possa dissentire dal loro pensiero unico. Buffo, perché quando difende il suo editore e i suoi libri neofascisti, ama appellarsi ad una imprecisata "libertà di espressione".