Il ha accolto la richiesta della famiglia, ma Porro si inventa che sarebbe "una decisione presa da un magistrato, non dalla famiglia"

È discutibile che Nicola Porro voglia scimmiottare Belpietro, paragonando le cure mediche e la riattribuzione anagrafica del genere garantita ad un ragazzino italiano a quei due immigrati promossi da Salvini che costringevano i figli a defecare nel bosco, privandoli da rapporti sociali e facendoli crescere nell'alfabetismo. Ed è aberrante che un nazionalista voglia difendere i due immigrati che violavano le leggi di Giorgia Maloni sull'obbligo di istruzione per poi inveire contro i diritti riconosciuti ad un cittadino italiano.
Considerando poi che sono stati i genitori del minorenne a cercare di difendere i suoi diritti, è vergognoso che Porro affermi che quella sarebbe "una decisione irreversibile presa da un magistrato, non dalla famiglia".
Falso. I genitori sono stati i primi a battersi per quella sentenza, difendendo la dignità del figlio dai violenti attacchi degli amici di Porro. Asserire il falso è vergognoso, soprattutto se l'intento è quello di incitare odio contro i giudici in vista di quella separazione delle carriere che nei casi specifici non avrebbero avuto alcun effetto.

Passi essere populista, ma inventassi che i giudici andrebbero in giro a cambiare il sesso degli adolescenti all'insaputa dei genitori è vergognoso. Chi spiegherà ai lettori di Porro che il giudice non ha deciso niente e che ha semplicemente accolto la richiesta della famiglia? E chi spiegherà a loro che un cambiamento di sesso usi documento non è certamente "irreversibile" come sostiene Porro?
Chi ripagherà l'Itala dei danni sociali arrecati dalla disinformazione dei giornalisti di destra, disposti ascrivere persino simili menzogne pur di compiacere gli interessi dell'estrema destra di governo?