Il leghista Sasso insiste nel giurare che il loro divieto all'educazione sessuale sarebbe solo omofobia

Il leghista Rossano Sasso continua a difendere il suo divieto all'educazione sessuale nelle scuole, insistendo nel negare che la sua richiesta di scartoffie finirà col renderla del tutto impraticabile. Ma dato che ai populisti non piace assumersi le proprie responsabilità, lui preferisce raccontare che il suo divieto servirebbe unicamente a colpire gli adolescenti lgbt e ad incrementare la possibilità che possano subire bullismo omotransfobico nelle classi.
Per mostrare quanto è omofobo, cita a casaccio la partecipazione di Elly Schlein al Roma Pride. Ovviamente non c'entra nulla cona la sua norma contro la libertà educativa, ma sa bene che citare il Pride fa sempre schiumare un elettorato omofobo come il suo.
In una lezione di bullismo applicato, allega persino un video che sostiene dovrebbe incoraggiare i suoi elettori ad odiare chi non è omofobo. Peccato non alleghi anche il video in cui Meloni e Tajani saltellano cantando “chi non salta comunista è“ durante le elezioni in Campania. Ma forse avrebbe dovuto notare la differenza tra chi partecipa ad una festa per i diritti e chi insulta i cittadini che non la votano.

Noioso è anche il suo perseverare nel sostenere che qualcuno farebbe "propaganda gender", citando i peggiori slogan della propaganda russa e ungherese. La realtà è che Sasso sta minacciando la salute di migliaia di adolescenti dall'alto di un partito che in passato cercò voti promettendo prostituzione libera, ad indicare quale sia la idea di sessualità.