Il pastore Carollo e la sua ossessione per il genere di Gesù

Con buona pace del pastore evangelico Luigi Carollo, il suo accanimento sulla morfologia del Salvatore non è un tema che ci appassiona particolarmente. Semplicemente non ci offende sapere che in Africa Gesù venga ritratto con la pelle nera o che nel presepe di don Vitaliano sia raffigurato come una bambina: una provocazione per aprire un dibattito sul ruolo femminile nella Chiesa, ad oggi riservato ai soli uomini in virtù del fatto che Gesù fosse un uomo.
Considerando che la moglie di Carollo è pastora nella chiesa di famiglia, lui dovrebbe probabilmente concordare con noi, dato che nella Chiesa Cattolica lei non avrebbe potuto esercitare il sacerdozio, come invece fa presso la loro Sabaoth Church. E non è un dettaglio: il pastore difende la rigidità del genere maschile di Gesù, ma appartiene a una tradizione che permette alle donne di guidare la comunità. Tale contraddizione mette in luce come Carollo voglia "scegliere" quali tradizioni difendere in base alla convenienza del momento.
Detto ciò, il fatto che non ci offenda chi propone rappresentazioni divine che permettano di identificarsi nel Salvatore non ci pare un motivo sufficiente a legittimarlo a diffamarci, sostenendo che avremmo "menti contorte". E ancor meno ci pare un motivo che lo autorizzi a esprimere apprezzamento verso chi ci definisce "malati di mente".
Carollo non solo cita le "teorie teologiche" di Salvini, ma irride l’inclusività anziché entrare nel merito delle nostre osservazioni su quanto sia assurdo tirare in ballo il fantomatico "woke" o persino il PD davanti a una lecita provocazione in difesa del ruolo femminile nella Chiesa.
E il suo "mi piace" a questo commento non ci appare un atto particolarmente "cristiano". Magari era troppo occupato a fantasticare sul corredo biologico di Gesù da essersi perso i brani del Vangelo in cui si parla di amore verso il prossimo...


Cogliamo l'occasione per augurare un buon Natale a lui e ai suoi proseliti, che tante energie spendono nel cercare insulti e offese da riservarci. Gli auguriamo che l'anno nuovo possa portargli un po' di quella benevolenza che il Vangelo raccomanda tanto.