La Lega propone di dare soldi pubblici a chi fa studiare i figli a casa

L'educazione parentale è uno dei principali obiettivi dell'agenda evangelica statunitense, insieme a omofobia e razzismo. I loro teorici vorrebbero che i bambini fossero educati in casa, così da garantire che siano indottrinati al fondamentalismo dei genitori senza rischiare che il confronto possa farli crescere sani e tolleranti.
Non pare un caso che il leghista Rossano Sasso, molto vicino all'organizzazione forzanovista Provita Onlus, si proponga come promotore di quella pratica. In un lungo post pubblicato sul social del suo Elon Musk, scrive:
In Italia, già oggi, sono circa 16mila gli studenti che seguono percorsi di istruzione parentale, una scelta diffusa e radicata tra le famiglie che desiderano un approccio personalizzato per i propri figli. Per questo ho presentato una proposta di legge che introduce misure concrete per il sostegno economico per questo tipo di istruzione. Per noi è essenziale valorizzare la libertà di scelta educativa, sancita dall’articolo 30 della Costituzione, che attribuisce ai genitori il diritto e il dovere di istruire ed educare i propri figli.
Insomma, dopo i soldi pubblici alle scuole confessionali, la destra vorrebbe finanziare i genitori che non vogliono mandare i figli a scuola. Ed ovviamente racconta che lo farebbe per dare seguito alle curiose teoria di Provita Onlus sulla "libertà educativa" che dicono serva a imporre l'ideologia genitoriale ai minorenni:
Non vogliamo in alcun modo contrapporre la scuola pubblica ad altre forme educative, ma promuovere un pluralismo reale e garantire la libertà di scelta educativa. La Lega ha sempre sostenuto il primato dei genitori nell’educazione e non solo nelle ultime settimane con il dibattito riacceso dal caso della famiglia nel bosco, che resta un caso a sé e che ci auguriamo di cuore si possa risolvere al più presto con il ritorno dei bambini da mamma e papà. Ci sono però altre migliaia di famiglie che vanno tutelate.
Fa abbastanza ridere citi la "famiglia nel bosco" promossa da Salvini, sostenendo che si sarebbero dimuto dare soldi pubblici a due genitori che non hanno manco insegnato a leggere e a scrivere ai loro figli. E così dice che bisognerebbe dare più soldi a chi non vuole la scuola pubblica perché foraggiare privati ed enti religiosi dovrebbe garantire pluralismo:
Sia che si tratti di scuola pubblica, di scuola paritaria o di istruzione parentale, va garantito il diritto allo studio di tutti i bambini e i ragazzi che rientrano nel sistema nazionale pubblico di istruzione.
Se un'associazione mussulmana proponesse una sua scuola, Sasso gli darebbe soldi? Oppure vuole regalare soldi pubblici solo a chi è di estrema destra e insegna l'intolleranza ai propri figli?