La Lega sogna una scuola di estrema destra, che censuri le idee a loro sgradite?

Il leghista Rossano Sasso si appella al "woke" e "gender" per giustificare l'intolleranza, ma poi ha la sfacciataggine di sostenere che chi non è di estrema destra non avrebbe idee. Arriva persino a sostenere che gli altri non potrebbero reggere due minuti di confronto con un populista, anche se poi sono loro quelli che si sono dovuti inventare una falsa accusa perché non sapevano come difendere Salvini (che era a processo per sequestro di persona e omissione d'atti d'ufficio e non certamente per una fantomatica "difesa dei confini").
A suo dire, andrebbe considerato ideologizzato chiunque non esprima ideologia populista e chi è tollerante dovrebbe starsene zitto quando il suo editore pubblica libri di chiara matrice neofascista. Poi, nonostante sia lui a proporre leggi contro l'educazione sessuale e contro la libertà religiosa, accusa gli altri di "indottrinamento" e di imprecisati "dibattiti a senso unico". Per sostenerlo, si inventa persino che chi non sostiene i genocidi sarebbero "personaggi che giustificano terroristi, morti e aggressioni a redazioni giornalistiche".

Le "ispezioni ministeriali" di cui parla sono la nuova trovata del suo governo, finalizzate a censurano insegnanti e dibattiti ritenuti scomodi. Prima erano i suoi amici dell'organizzazione forzanovista Provita Onlus a denunciare gli insegnanti che promuovevano il rispetto. Ora è il governo a punire chi non propina il loro pensiero unico agli studenti.
Ma lui ha pure il coraggio di sostenere che loro sarebbero per la libertà. Ma solo per chi è bianco, eterosessuale, sedicente cattolico ed estremista di destra.