La Lega vuole rubarci il Natale, trasformandolo in una festa identitaria finalizzata alla promozione del razzismo


La signora Anna Cisint ha fatto carriera proponendosi come la sindaca leghista che arrivò a vietare il gioco del cricket solo perché diffuso tra i cingalesi. Ovviamente non trascurò attacchi alla liberà di culto e rifiuti a celebrare unioni civili fra persone dello stesso sesso, ma probabilmente fu quell'atto così inutilmente sadico a farla piacere all'elettorato più razzista. E tanto gli è valso uno spropositato stipendio europei tra i banchi degli uomini di Orban.
Date le premesse, fa abbastanza ridere che la signora vogli a fare la vittima, sostenendo che il lecito diritto di critica ai suoi attacchi ai nostro valori costituzionali e la mancata discriminazione di chi professa una religione diversa da quella che lei sostiene di professare sarebbe "violenza verso il Paese che ti ospita". Ed è interessante sostenga che chi non è di estrema destra dovrebbe ritenersi un suo ospite, dato che lei vuole "salvare il nostro Natale, la nostra identità e le nostre radici".



Insomma, la signora promette una blasfema manifestazione populista che irriderà il Santo natale per la loro squallida propaganda. E ci sarà pure Salvini in collegamento, ad indicare che il loro partito parrebbe non provare vergogna davanti a manifestazioni così ripugnanti.
Intanto, a tre anni dall'insediamento della Lega al governo, gli stipendi hanno perso il 30% del potere d'acquisto, i trasporti sono al collasso e le tasse continuano ammentare. Ma lei vuole essere pagata per urlare che Gesù va imposto a chi non lo reputa un simbolo identitario del suo partito.
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