La leghista Sardone chiarisce che il premio alla radiomobile di Milano è un dispetto a chi chiede giustizia per Ramy

Nessuno mette in dubbio l'importanza della squadra radiomobile di Milano, come sostiene la leghista Silvia Sardone. Ma ciò non significa che si debba accettare che un ragazzino venga giustiziato per strada e che i carabinieri possano permettersi di mentire al prefetto riguardo allo svolgimento dei fatti. Ancor più, quando a congratularsi per la morte di quel ragazzino è un partito che ha rubato 49 milioni agli italiani e l'ha fatta franca, ma vuole che ci sia la pena capitale per chi ruba piccole somme anziché decine di milioni di euro.
Eppure lei spiega di aver proposto un premio alla radiomobile di Milano per cercare lo scontro con chi chiede giustizia anziché vendetta, insultando chi osa mettere in dubbio il suo sostenere che chi indossa una divisa avrebbe ragione a prescindere.
O meglio, avrebbe ragione chi indossa la divisa ed ammazza un ragazzino di origini egiziane, dato che chi la indossa e tutela i figli della famiglia del bosco viene descritto come un infame che osa offendere l'illegalità che Salvini sostiene debba essere concessa agli immigrati che lo aiutano ad attaccare i giudici.
Ricorrendo al più squallido populismo, la signora si inventa che la sinistra non sarebbe grata ai carabinieri. Il che è ovviamente falso. Poi prova a sostenere che chi sta con i carabinieri dovrebbe sperare che chi sbaglia possa uscirne indenne quando il morto è di origini egiziane. Il che sarebbe un insulto a chi fa il proprio dovere senza violare le leggi:

Vedremo se la storia dirà che chi non è Silvia Sardone starebbe dalla parte sbagliata. Anche perché il suo stare con Orban, con Trump, con Putin e con Netanyahu parrebbero una chiara indicazione di chi abbia scelto di stare dalla parte sbagliata della storia.