L'Italia va a rotoli, ma la destra pensa alla cucina

Non è chiaro se la signora Giorgia Meloni sia convinta che tre anni fa la cucina italiana facesse schifo, dato che da giorni sostiene che sarebbe solo grazie a lei che sarebbe stata riconosciuta nel mondo.
Eppure, a quanto ci risulta, i ristoranti italiani spopolavano nel mondo anche quando lei era al 4% e il cibo italiano era ancora alla portata dei lavoratori italiani e non un bene di lusso da vendere ai ricconi d'oltreoceano.
Ma dato che lei ama odiare gli oppositori, sostiene che "rosica" chi pensa che forse sarebbe stato più importante evitare che gli stipendi perdessero il 30% del loro valore d'acquisto piuttosto che rincorrere inutili riconoscimenti.

Arriverà mai un messaggio di Fratelli d'Italia che non sia diretto a insultare quanti non l'hanno votata?
Ovviamente il riconoscimento UNESCO non afferma una qualche forma di sovranità del nostro modo di cucinare su altre forme di cultura gastronomica. Attesta che in Italia il cibo è cultura, è dialogo e costruisce ponti e collegamenti tra popoli diversi. Ma evidentemente la destra populista mistifica la realtà per rincorrere quel nazionalismo che fu già usato anche dal fascismo.
Anche Salvini prova a sostenere che il riconoscimento alla cucina italiana dovrebbe servire a legittimarli fare i bulli:

A sostenerlo è lui:

Probabilmente il partito di Salvini non ha manco capito che quella era satira. Giles Coren ha scritto un pezzo in cui proponeva di difendere la cucina inglese con sandwich al ketchup, porridge “isolante per tetti” e colazioni fatte di “peluria ombelicale e unghie di troll” e il vicepremier italiano ci fa un post spacciandola per una cosa seria?