L'ossessione di Pillon per la pelle bianca

Il leghista Simone Pillon pare letteralmente ossessionato dal proporre distinguo basati sul colore della pelle. Nonostante non chiarisca perché mai dovrebbe interessarci se la prima donna inglese fosse bianca o nera, lui urla che sarebbe "woke" e "razzista" chi non la immagina di pura razza ariana. A detta sua, va asserito che la sua pelle fosse pallida quasi quanto quella del suo amatissimo Orban o di quella sua Sydney Sweeney che lui ha elogiato perché nel suo spot (ispirato a teorie naziste) sosteneva di avere geni migliori di altri.
Naturalmente non si astiene da insulti gratuiti a chi promuove l'inclusività, quasi come se l'amore cristiano verso il prossimo lo facesse schiumare di rabbia

Vedremo come si scioreranno le scempiaggini pilloniane, dato che la storia ci insegna che i diritti e il bene vincono sempre su chi propone distinguo e discriminazioni. E non pare un caso che l'articolo citato da Pillon sia del Telegraph, ossia di quel tabloid populista che crede al "gender" e beatifica Trump come se fosse il nuovo messia.