Medugno denuncia Signorini, Belpietro li usa per attaccare i gay: "Me too arcobaleno"


Alfonso Signorini, nel suo ruolo di conduttore del Grande Fratello Vip, è stato indagato dalla Procura di Milano con l'accusa di violenza sessuale ed estorsione dopo la querela depositata il 24 dicembre 2025 da Antonio Medugno, modello napoletano ex concorrente del reality.
Medugno accusa Signorini di averlo sottoposto ad abusi e pressioni sessuali nel 2021, durante le selezioni per entrare nel reality. Signorini, autosospesosi da Mediaset, respinge le accuse tramite i legali, definendole "balorde".

Belpietro non ha perso tempo per strumentalizzare le accuse ed utilizzarle per attaccare "il mondo gay":



Il quotidiano di populista accosta il Grande Fratello ad un bordello, scrivendo:

Terremoto a Mediaset: Alfonso Signorini, che si era appena sospeso dalla tv, è indagato per violenza sessuale ed estorsione dopo la denuncia di un ex concorrente del «Grande fratello». Perla Procura è un atto dovuto. La difesa: «Accuse irreali di balordi». A sollevare il caso era stato Fabrizio Corona (a sua volta sotto indagine per revenge porn), che ha pubblicato una serie di chat esplicite. È il Me too del mondo gay?

L'idea del "Me too del mondo gay" parrebbe essergli piaciuta al punto da dedicargli un intero articolo a firma di Riccardo Torrescura, che già nel sottotitolo scrive: "Il can can giornalistico rischia di far passare il presentatore come Weinstein arcobaleno. Ecco perché c’è reticenza".



Riccardo Torrescura esordisce con insulti e offese verso i gay, cercando di attaccare un intero gruppo sociale sulla base di fatti non comprovati che riguardano una singola persona:

Ieri è stata una grande giornata per il mondo arcobaleno: può finalmente dire di avere raggiunto la piena eguaglianza di diritti con gli eterosessuali. Tutto grazie alla vicenda che coinvolge, suo malgrado, Alfonso Signorini, indagato dalla Procura di Milano per estorsione e violenza sessuale.

Sarebbe difficile trovare termini per definire chi sostiene che l'accusa ricolta a Signorini sarebbe sinonimo "piena eguaglianza di diritti con gli eterosessuali". Eppure il tono sarcastico che ride delle violenze sessuale parrebbe pervadere l'intero articolo. Ad esempio l'esodio parla di "scandalo catodico-sessuale", di "giustiziere delle notti brave", di "giovanotti gonfi di muscoli".

Anche l’universo Lgbt, con qualche anno di ritardo, colma dunque una lacuna: ha il suo Me too, il suo scandalo catodico-sessuale a base di molestie. Il primo a spingere su questo tema è stato il gran maestro di cerimonie di questo grottesco circo del pettegolezzo esondato nelle aule di giustizia, ovvero Fabrizio Corona. Nel suo podcast Falsissimo ha indossato le vesti del giustiziere delle notti brave e ha sventolato sotto il naso degli italiani (che a milioni si sono avventati sul banchetto) risme di carta contenenti i messaggini inviati da Signorini medesimo ad alcuni giovanotti gonfi di muscoli e ambizioni. Più o meno si tratta dei peccati di cui fu chiesto conto ad Harvey Weinstein, il potentissimo produttore hollywoodiano che pretendeva qualche gentilezza a sfondo sessuale per favorire la carriera di questa o quella aspirante diva.

L'articolo pare volto ad attaccare i gay, sostenendo che l'orientamento sessuale avrebbe nessi con quei fatti di cronaca. ma allo stesso tempo, si cerca di non condannare le molestie sessuali, forse sapendo che gran parte dei loro lettori ne sono sostenitori.

L'articolo di Torrescura sostiene che si parlerebbe di "bellimbusti ossessionati dalla famosità e pronti a tutto pur di arrivare alla agognata meta" e che "qualcuno ha ceduto alle lusinghe della fama e alle voglie dell’imperatore Alfonso, eterosessuali compresi".
A quel punto cita Weinstein, chiedendo ai suoi lettori se "si tratta di violenze sessuali vere e proprie, cose anche solo vagamente paragonabili agli stupri? Si tratta realmente di vessazioni intollerabili ai danni di povere vittime del poteraccio di turno?".

Ovviamente Torrescura pone la domanda ma fornisce la risposta, sostenendo che "viene da pensare che qui diritti, dignità e altre parolone simili c’entrino poco. Sono, piuttosto, un bel vestito con cui agghindare un gustosissimo caso di guardonismo per le masse, uno spettacolo che Corona ha allestito con la perizia di un guru e la crudeltà di un gladiatore romano. Insomma, entrare al Grande Fratello non è mica un diritto umano o un obbligo sanitario. Se qualcuno per esibirsi in quella casa arriva al punto di offrire le proprie grazie, si potrebbe anche pensare che la pena stia nella colpa".

Insomma, il quotidiano sostiene che i ricatti sessuali sarebbero accettabili e che si sarebbe una "ipocrisia sanguinolenta del piccolo schermo, dentro cui si fanno dei gran discorsi e si tessono arazzi di morale, mentre nel privato ci si dedica a ben altre attività".
Poi, ancora una volta, se ne esce asserendo che "siamo nel Me too arcobaleno, anche se dentro ci sono pure volenterosi eterosessuali", pur difendendo gli eterosessuali convolti scrivendo che "la crociata puritana del Me too si è conclusa molto male, con pochi condannati e troppi linciati, e una scorpacciata di voyeurismo per il mondo intero".
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