Meloni usa la feste per attaccare la magistratura e limitare i controlli allo sperpero di denaro pubblico

La Corte dei Conti aveva bocciato il Ponte sullo Stretto e indagava sui Centri in Albania. Meloni ha annunciato che la destra avrebbe “riformato” la Corte dei Conti. Ieri, sfruttando le festività natalizie, la destra lo ha fatto, proseguendo nel loro inarrestabile smantellamento della Costituzione.
La norma, approvata definitivamente dal Senato il 27 dicembre, introduce misure come il silenzio-assenso sui pareri preventivi e un tetto massimo alle sanzioni per danni erariali, suscitando critiche da opposizioni e magistrati contabili
Viene inoltre imposto un termine di 30 giorni per i pareri sugli atti amministrativi: in caso di silenzio, si intende il parere favorevole, esentando i responsabili da responsabilità. Viene inoltre introdotta la presunzione di buona fede per gli amministratori pubblici in assenza di dolo, limitando le contestazioni erariali e superando lo "scudo erariale". Ci sarà anche un tetto massimo alle sanzioni protegge funzionari e amministratori da risarcimenti eccessivi per danni allo Stato.
L'opposizione, dal Pd a Forza Italia, denuncia un indebolimento dei controlli e un "disegno al di sopra della legge". La Meloni sostiene di di voler superare la "paura della firma" per accelerare la spesa pubblica attraverso quello che i magistrati contabili ritengono un "passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici" e rischi di inefficienza organizzativa.