Nicola Porro torna a inveire contro i giudici che vogliono far chiarezza sui carabinieri sono accusati di aver fornito false informazioni al pubblico ministero

Le accuse sono gravi e inquinanti. Alcuni carabinieri sono accusati di aver fornito false informazioni al pubblico ministero, altri di falso ideologico in atto pubblico. Ma Nicola Porro sostiene sia ingiusto pretendere che i tutori della legge siano chiamati a rispettare la legge, soprattutto se la vittima è un ragazzo ed etnia sgradita ai populisti e non il figlio cocainomane di un ricco imprenditore italiano.
E quindi, sostiene sia "accanimento senza senso" voler appurare la dinamica dei fatti anziché decidere a tavolino che chi ha origini straniere avrebbe torto a prescindere.

Nell'articolo si cerca di negare il tamponamento, sostenendo che Ramy Elgam sarebbe caduto:

Peccato che, se così fosse, non si comprenderebbe perché sette carabinieri abbiano cercato di depistare le indagini.
L'impressione è che Porro voglia fomentare i populisti contro i giudici, sostenendo che sarebbe inaccettabile pensare che un italiano possa rispondere della morte di una persona sgradita ai razzisti. Evidentemente loro si sentono sicuri ad affidare la sicurezza pubblica a chi è accusato di mentire per nascondere la verità.