Pillon difende chi fa defecare i figli nel bosco ma odia chi gli garantisce cure mediche?

Il leghista Simone Pillon sostiene che un genitore abbia ogni diritto di poter costringere i figli a defecare in una buca scavata nel bosco, ma gli andrebbe vietato il diritto di potergli offrire cure mediche che possano dare serenità a chi soffre di disforia di genere.
Ossessionato dal suo odio verso le persone transessuali, arriva persino a sostenere che i farmaci sarebbero "castranti chimici usati per i predatori sessuali". Evidentemente ama riciclare la propaganda neofascista e si diverte ad accostare persone transgender a degli stupratori:

Con tutto il rispetto, probabilmente è lui che dovrebbe vergognarsi delle sofferenze che vorrebbe infliggere a centinaia di adolescenti. Ed è indicativo scelga una dialettica volta a sostenere che qualcuno imporrebbe il genere alle sue vittime.
Non meno vergognoso è che i suoi proseliti propongano di strappare i figli ai genitori che se ne prendono cura, anche se poi Salvini li vuole dare a chi non li manda a scuola.
Quindi, secondo il leghista, i genitori, si dovrebbero vergognare, insieme ad esperti, scienziati, medici, psicologi e assistenti sociali, a fronte una decisione presa dopo attenta analisi? Lui, invece, vorrebbe decidere sulla base del suo pregiudizio? I bambini vanno sì potetti, ma probabilmente andrebbero tutelati da personaggi come lui.
A proposito, Pillon avrà letto cartelle cliniche e atti processuali? Oppure emette sentenze di condanna perché confida nella transfobia dei suoi seguaci?