Salvini continua a fare il martire, mistificando sentenze e attaccando i giudici

Matteo Salvini era indagato per sequestro di persona e omissioni d'atti d'ufficio, non certamente per una fantomatica "difesa dei confini" come lui ripete ormai da cinque anni.
Ciò rende evidente non possa essere vero ciò che dichiara in TV, sostenendo che «mi hanno assolto perché avevo bloccato gli sbarchi clandestini e hanno sancito che difendere i confini, la sicurezza e la dignità dell’Italia non era un reato, ma un mio dovere da ministro».

Sarebbe davvero stupefacente se Salvini fosse stato assolto per motivazioni diverse dall'imputazione. Ma il fatto che un ministro voglia mentire in maniera così sfacciata ai suoi elettori non pare cosa normale, come non è normale che i giornalisti di destra non sentano il bisogno di replicare a simili affermazioni.
Ed è curioso dica che i giudici commetterebbero continui errori, tranne quando assolvono lui. E non dice quanti cittadini passeranno il Natale da indagati perché lui li ha denunciati, dato che al raduno filo-russo di Verona si vantò pubblicamente dell'esorbitante numero di denunce da lui sporte. E benché meno ha senso il suo sostenere che la separazione delle carriere dovrebbe impedire errori giudiziari.
In compenso, questo sarà il 15° Natale da quando 49 milioni sono spariti nel nulla e nessuno li ha più visti.