Salvini insiste nella sua indegna strumentalizzazione die bambini del bosco

Chissà se Salvini sa di essere vicepremier di quello stato contro cui continua ad accanirsi, anche se è evidente che fare opposizione e polemiche gratuite sia molto più semplice che occuparsi dei veri problemi. Ma pare davvero insegna la sua strumentalizzazione dei "Bambini del bosco", che quotidianamente sbatte sulla sua pagina di propaganda elettorale sostenendo che sarebbe infame chi li fa dormire al caldo al posto di rispedirli a defecare in una bica scavata nel giardino di casa.

Intanto, fuori dal bosco, i treni continuano a macinare ritardi.

Il ministro Salvini ci spiegherà mai perché, invece di occuparsi di trasporti, continua ad interessarsi ossessivamente di una vicenda che è sarebbe di competenza della magistratura e dei servizi sociali? E citerà mai atti o documenti oltre a propinarci i suoi slogan di raro squallore populistico?
Perché è facile dire "mamma e papà" come Jacopo Coghe gli ha insegnato a fare, ma sarebbe interessante capire come pensa che vivrebbero quei bambini una volta cresciuti analfabeti, incapaci a vivere in una società e impossibilitati a qualunque relazione sociale.
E se un bambino ha due papà? la Lega li strapperà ai loro genitori, che saranno messi in carcere perché non sono eterosessuali. Evidentemente i traumi esistono solo quando si usano die bambini per la propria campagna a sostegno del referendum sulla giustizia...
Poiché Nicola Porro è solito dire tutto ciò che dice Salvini, ahce lui sbraita che quei tre minori andrebbero rispediti nelle mani di genitori che gli negavano cure mediche, istruzione e servizi igienici. Ma appare alquanto rivoltante voglia paragonare i servii sociali ai talebani.

Con buona pace per Porro, parrebbero molto più talebani quei genitori. E pare talebano anche un governo che vuole impedire ai malati terminali di poter decidere del proprio corpo mentre sostiene che i genitori abbiano ogni diritto di privare dei minori dalla tutele previste dalla legge.