Salvini si è dimenticato che invocò l'immunità?


Matteo Salvini chiese l'immunità quando venne querelato per gli insulti a Carola Rackete, costringendo i suoi a diversi dichiararsi fermamente convinti che definirla "zecca tedesca" rientrasse tra i suoi compiti istituzionali. Chiese l'immunità anche per il caso Open Arms, ma non la ottenne. Da allora ha passato cinque anni a diffamare i giudici.

Ora vuol raccontare che lui avrebbe affrontato il processo, perché avrebbe difeso i confini, abolito le accise, azzerato la Legge Fornero e costruito il ponte. Poi pazienza se era indagato per altro, l'importante è ingannare elettori che forse non si sono accorti che il ponte non c'é, le accise sono ancora lì e che l'età pensionabile è stata aumentata.
Per farlo basta far leva sull'odio, sostenendo che sua ingiusto che lui sia andato a processo in uno stato democratico e Ilaria Salis non sia stata tenuta prigioniera senza processo in uno stato privo di diritti civili gestito da un suo alleato:



Entrambi si sono appellati all’immunità. Una l’ha ricevuta perché il processo era in uno stato illiberale, l’altro no. Il paragone andava semmai fatto tra Salvini e la Santanché, dato che le analogie erano maggiori. Ma la Lega ama inventarsi nemici sin da quando Salvini passò anni a diffamare la Boldrini.
Si può anche osservare che Ilaria Salis è rimasta in carcere per 16 mesi, senza processo. Lui, al massimo, è andato nei salotti televisivi a difendere chi era accusato di violenze verso gli indagati o i carcerati.
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