Sasso continua a puntare sull'intolleranza

Secondo il leghista Rossano Sasso, la libertà religiosa andrebbe riservata praticamente ai soli cattolici. Lui avrebbe ogni diritto di potersi presentare in Aula e citare Dio a sostegno della sua odiosa legge contro l'educazione sessuale nelle scuole, il suo editore dovrebbe poter essere libero di pubblicare testi scritti dai nazisti delle SS ma i musulmani non dovrebbero poter pregare perché lui avrebbe deciso che la religione musulmana sarebbe contraria al nostro ordinamento. O forse no, dato che il leghista non pare avere il coraggio di sostenere apertamente ciò che fa chiaramente intendere.
Peccato che lo sia molto di più l'apologia del fascismo, che però lui sostiene sarebbe lecita opinione.
Ovviamente dice che lui odierebbe i musulmani perché preoccupato per le donne, le stesse che la Lega non vuole siano agevolate nel poter sporgere denunce in caso di stupro. Poi, come una Silvia Sardone qualunque, se ne esce dicendo che lui vedrebbe un "rischio islamizzazione della società". Insomma, cita la solita paura irrazionale su cui campano i leghisti, come quando Bossi vedeva una minaccia nei meridionali come lui:

Interessante è come Sasso non abbia manco visitato il luogo che critica, dicendo candidamente che lui si basa solo sul suo pregiudizio e su qualche articolo di giornale.
A parlare di "islamizzazione" sono solo i leghisti e i loro quotidiani, cercando di far leva sulle paure irrazionali di razzisti e intolleranti. D'altronde, la Lega puntava sull'intolleranza sin da quando Bossi sosteneva che i meridionali come Sasso fossero una minaccia.
Amano anche accusarli di volerci "sottomettere", ma l'unico che vorrebbe sottomettere qualcuno parrebbe proprio quel Rossano Sasso che chiede che ad alcuni cittadini sia vietato il diritto alla professione della propria fede.