Spiegate alla signora Regoli che lo stato non tocca i bambini, li tutela


Raffaella Regoli è una giornalista italiana nota per i suoi servizi televisivi nella trasmissione "Fuori dal coro", dove ha trattato temi controversi legati alla disinformazione. Nel 2022 attirò attenzione mediatica per essersi auto-sospesa dalla rubrica dopo un episodio su presunte "morti improvvise", interpretate da critici come narrazioni complottiste sui vaccini o eventi sanitari, accusando implicitamente la Polizia di Stato di occultare verità per proteggere un presunto complotto.
Simili narrazioni mirano a un pubblico suggestionabile, insinuando rischi per chi rivela informazioni e alimentando sfiducia verso autorità e scienza.



La signora parte dalla domanda "Perché lo stato prende i bambini?", dando per scontato che sia vero che lo stato rapirebbe dei minori. E quindi propone un populistico "Giù le mani dei bambini", cercando di sfruttare lo slogan di Provita Onlus che Salvini usò per le sue mistificazioni di Bibbino. Un caso che lei cita, quasi volesse cavalcare le bufale create ai tempi dalle destre populiste anziché la verità giudiziaria. Tanto i bigotti si ingannano facilmente.

La realtà è che lo stato non mette le mani sui bambini, tranne quando Salvini vuole arrestare i genitori gay o portare via i figli ai rom. Al massimo li tutela, perché non è che un genitore pedofilo possa stuprare sua figlia solo perché Jacopo Coghe sostiene che i figli diano oggetti di proprietà dei genitori.
Quindi Salvini può elogiare quanto vuole gli extracomunitari che non mandano i figli a scuola, gli impediscono di frequentare coetanei e li costringono a defecare nel bosco, ma ciò non toglie che i servizi sociali abbiano il dovere di tutelare quei minori e impedire che i genitori possano torturarli.
Al massimo ad essere deprecabile è una destra che non esista a sacrificare dei minori per la loro propaganda spicciola.
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