Cerno cerca di spalleggiare l'attacco leghista alle inchieste di Report


Le inchieste di Report non piacciono alla destra, motivo per cui Tommaso cerno sta cercando di asservire gli interessi personali del suo editore, dando spazio alle accuse leghiste contro un fantomatico dossieraggio da parte della trasmissione.
Dolores Bevilacqua, esponente del M5S in Vigilanza Rai, si domandato se sia “normale che un giornalista che lavora in Rai, anche se da esterno, utilizzi il giornale che dirige per attaccare e delegittimare un collega dal servizio pubblico? È accettabile che Cerno conduca una campagna contro Ranucci usando il proprio ruolo editoriale come arma?”. Ma la destra è ricorsa al solito vittimismo, attaccando chi osa contestare il loro abituale ricorso alla macchina del fango:



Premesso che rilanciare le accuse di un partito non significa condurre "inchieste", difficile è capire che c'entri Maduro con il tema. Evidentemente Cerno vuole sfottere chi parla di TeleMeloni nonostante sia abbastanza evidente che lui abbia ottenuto incarico sulla rete pubblica grazie ai suoi ripetuti servizi offerti a Giorgia Meloni.

“Mentre le destre e il giornalista di complemento Tommaso Cerno attaccano il Movimento 5 Stelle per aver semplicemente chiesto se è opportuno o no che un ben pagato collaboratore Rai (Cerno stesso) attacchi pubblicamente un giornalista Rai (Ranucci), il partito Fratelli d’Italia alza il tiro contro l’informazione scomoda e fa addirittura appello contro la sentenza che ha respinto l’accusa di diffamazione in un articolo del quotidiano La Notizia e contro me che ero direttore responsabile pro tempore”, attacca europarlamentare M5s, Gaetano Pedullà.
“L’articolo che evidenziava i rapporti tra la ‘ndrangheta e un esponente di Fratelli d’Italia, poi condannato proprio per questo motivo, era stato ritenuto corretto e rispettoso dei principi di verità, continenza e interesse pubblico, spiega Pedullà, “Ciò nonostante, FdI che è scesa persino in piazza a manifestare contro il bavaglio della politica sui giornali, ha presentato appello con un’azione sempre più palesemente temeraria. Questi sono fatti precisi e incontrovertibili. Tutti gli esponenti di destra che prendono in giro gli italiani definendosi paladini della libertà di stampa in realtà poi fanno tutt’altro e provano a mettere la museruola anche appellandosi alle sentenze che svelano il loro gioco”.
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