Il Garante indagato per la rinuncia ad incassare 40 milioni da Meta. Porro attacca i giudici

A seguito di un'inchiesta di Report sulla mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta da parte del Garante della Privacy, la Procura di Roma ha aperto un'indagine ipotizzando il reato peculato e corruzione.
Al posto di lamentarsi per i mancati introiti che magari avrebbero potuto scongiurare gli aumenti alle accise decise dal Governo Meloni, Nicola Porro preferisce attaccare gli inquirenti. Dice che indagare davanti ad un danno erariale di milioni di euro sarebbe una ritorsione fon cui i garanti fedeli a Giorgia Meloni avrebbero punito chi indaga sui suoi ministri:

Magari Porto odia Ranucci, perché fa giornalismo anziché fare propaganda. E magari lo odiano anche gli elettori di destra, a cui fa piacere che il Garante sperperi denaro pubblico. Ma lamentarsi perché i magistrati fanno il loro dovere ha del surreale. E non meno opinabile è che abbia usato l'intelligenza artificiale per manipolare le fotografie di Ranucci e dargli un'espressione antipatica.