Il qualunquismo leghista di Rossano Sasso


Considerando che i politici scrivono le leggi e che i giudici di limitano ad applicarle, è sempre surreale vedere politici pronti a sbraitare che la legge sarebbe ingiusta. Perché, se così fosse, loro ne sarebbero gli unici responsabili.
Ma forse il leghista sasso è convinto che il suo spropositato stipendio gli venga versato per starsene sui social a lamentarsi di tutto al posto di lavorare per cambiare le cose, anche perché è maggioranza e avrebbe potuto benissimo proporre leggi sul tema anziché fare leggi contro i gay e contro i mussulmani. Sarebbe bastato lavorare al posto di cercare consensi con leggi ideologiche parotite al solo fine di inseguire il voto di razzasti e intolleranti.

Non meno curioso è anche voglia sostenete che nessuno dovrebbe appurare i fatti davanti ad uomo ucciso da un poliziotto, con una prassi che mai ci avrebbe mai permesso si scoprire tutti gli abusi e i soprusi del passato. Come pensa che si possa stabilire che l'agente sia innocente se nessuno ricostruisce i fatti? Ci fidiamo ciecamente della sua parola? Lo decidiamo al televoto come gli eliminati del Grande Fratello?
Inoltre, a meno che il poliziotto non conoscesse la fedina penale dell'uomo ucciso, non ha senso sottolineare fosse "pluripregiudicato" visto che l'agente non lo poteva sapere E neppure ci risulta che essere "spacciatori" preveda esecuzioni capitali sommarie, anche se pare evidente che Sasso ritenga che screditare la vittima potrebbe spronare i suoi elettori a gioire per quell'uccisione. In fondo loro sono il partito del "non ci mancherà"...



Se verrà accertato che i fatti sono andati come sostiene Sasso, probabilmente non ci sarà nemmeno un processo. L'indagine è atto dovuto, sulla base di leggi e regole precise, anche a garanzia del poliziotto.
Se invece Sasso ambisce ad una ICE padana che possa andare in giro ad ammazzare chi cuole, magari su base etnica come sperano certi razzisti, dovrebbe quantomeno avere il coraggio di dichiararlo apertamente.
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