Il tribunale di Milano ha bloccato il nuovo video di Corona su Signorini


Il giudice del Tribunale di Milano, Roberto Gentile, ha bloccato l’uscita della terza puntata di Falsissimo dedicata ad Alfonso Signorini. Fabrizio Corona ha subito parlato di potenti che si proteggono fra loro, anche se il provvedimento emesso dal giudice ipotizza un’infondatezza delle accuse.
Il giudice avrebbe deciso di bloccare l’uscita del terzo episodio del podcast e ad ordinare la rimozione delle prime due puntate ritenendo fosse asse assente un interesse pubblico, poiché dai fatti presentati non emergerebbero indizi di un sistema basato su ricatti volto a favorire l’ingresso di candidati al Grande Fratello. Secondo il tribunale, Corona avrebbe alimentato un "pruriginoso interesse del pubblico e una morbosa curiosità per vicende intime con fini di profitto" arrivando ad accusare Alfonso Signorini di "condotte immorali e penalmente rilevanti senza prove univoche".
Il provvedimento riconosce che "i fatti raccontati dal Corona nei controversi video non possono considerarsi oggettivamente veritieri" dato che lui stesso "evidenzia che essi ancora necessitano di verifiche". E quindi, in assenza di prove di un eventuale comportamento illecito da parte di Alfonso Signorini, quei video avrebbero solo divulgato attrazioni e relazioni private che "nel nostro ordinamento non costituiscono illeciti".
Il giudice ritiene anche sia assente "un principio di prova della genuinità" delle chat mostrate da Fabrizio Corona, perché in quelle conversazioni ci sarebbe una "piena consapevolezza dei due interlocutori".

Fabrizio Corona ha reagito con un messaggio pubblicato nel suo gruppo Telegram, dove ha scritto: “Questo è il Paese dove i potenti si proteggono tra loro e il diritto di cronaca vale solo se non disturba. Io non mi fermo. Ma se oggi zittiscono me, ragazzi, domani zittiscono voi. Il giudice blocca Falsissimo. Stasera è in programma la puntata, come sapete. Notizia di tutti i giornali: un giudice mi diffida e mi censura mentre indago su fatti gravi. Gravi. Non una condanna. Non una smentita. Solo tanta, ma tanta paura della verità".
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