L'AGCOM ha messo sotto osservazione il canale di Fabrizio Corona

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha aperto un fascicolo formale sul canale YouTube "Falsissimo", il format di Fabrizio Corona che negli ultimi mesi ha fatto discutere per le sue ricostruzioni di casi di cronaca e per le accuse a personaggi dello spettacolo.
L’Agcom ha annunciato di aver avviato “verifiche” sul canale, con particolare attenzione al rispetto della dignità umana nei casi di Garlasco e in altri dossier di cronaca nera già affrontati dal programma e di voler valutare se, nel complesso, il format e i servizi televisivi collegati rispettino i principi di correttezza, rispetto della privacy e tutela della dignità delle persone coinvolte.
Poiché Corona rientra tra gli influencer di fascia “alta” per numero di follower e visualizzazioni, rientra esplicitamente nel mirino delle nuove linee guida Agcom su contenuti sponsorizzati, pubblicità e responsabilità editoriale.
Il caso Signorini
Ad accedere la miccia è stato il servizio su Alfonso Signorini e sul presunto “sistema Mediaset”, che ha innescato una reazione a catena: dal Tribunale di Milano, che ha imposto la rimozione di alcune dichiarazioni ritenute diffamatorie, fino alla dura replica di Mediaset con un comunicato in cui si parla di “uso distorto della libertà di espressione” e di tentativi di “danneggiare l’immagine dell’azienda e dei suoi collaboratori”.
Parallelamente, sul fronte Garlasco e altri casi di cronaca, si è riacceso il dibattito su come vengano trattati i protagonisti, soprattutto le vittime e i loro familiari, in format che mescolano ricostruzione giornalistica, toni da talk show e linguaggio da social. In questo contesto, la scelta dell’Agcom di aprire un fascicolo non riguarda solo Corona, ma anche la televisione generalista, in un quadro più ampio di controllo sui confini tra intrattenimento, informazione e tutela dei diritti delle persone coinvolte.
Il ruolo di Claudio Lippi e le contraddizioni emerse
A rendere ancora più complessa la vicenda è stato l’intervento di Claudio Lippi, che in un’intervista a "Falsissimo" aveva raccontato la sua versione degli eventi legati a Garlasco e a un presunto “sistema” che lo avrebbe messo ai margini. Una ricostruzione che, secondo alcuni, avrebbe contenuto elementi difficilmente verificabili e in parte smentiti da documenti e testimonianze, alimentando il sospetto che il format stia privilegiando l’effetto spettacolo rispetto alla precisione fattuale.
Questo affastellarsi di ricostruzioni contrastanti ha spinto l’Agcom a mettere sotto osservazione non solo i contenuti, ma anche il metodo: come vengono selezionati i testimoni, quali garanzie di contraddittorio vengono offerte, quanto spazio viene lasciato alle parti coinvolte prima della messa in onda.
I rischi per il canale
Per ora l’Agcom parla di “verifiche” e non di sanzioni automatiche. Tuttavia, fonti vicine all’Autorità sottolineano che, qualora emergessero violazioni sistemiche del TUSMA o del Codice di condotta per gli influencer, si potrebbero profilare richiami formali, prescrizioni di correzione dei contenuti o, nei casi più gravi, richieste alla piattaforma di intervenire sul canale, fino alla sospensione o alla rimozione selettiva dei video ritenuti non conformi.