Malan tira in ballo persino Enzo Tortora per fare terrorismo psicologico in vista del referendum

È davvero vergognoso osservare come senatore Lucio Malan sia pronto ad offrire la sua falsa testimonianza a sostegno dell'aberrante riforma della giustizia proposta dal suo governo, inventandosi persino che basterebbe la separazione delle carriere per impedire errori giudiziari. Il che è ovviamente falso. Eppure l'esponente di Fratelli d'Italia arriva a tirare in ballo Enzo Tortora:

Curiosamente Malan non cita il poliziotto condannato per le aggressioni alla scuola Diaz che loro hanno reso questore, preferendo fingere che il nome di Enzo Tortora non sia stato fatto da alcuni pentiti (come Rosa Scotti e Pasquale Juliano) in un contesto di lotta alla camorra negli anni '80. Le assoluzioni arrivarono dopo anni grazie a nuove prove, ma Malan semplifica: i magistrati non agirono con malafede diffusa, e molti casi simili portarono a condanne confermate.
Non tutti i magistrati coinvolti fecero "grande carriera": Figure chiave come Antonio Di Pietro o Raffaele Del Sarto ebbero successi, ma altri (es. alcuni PM di Napoli) affrontarono procedimenti disciplinari o critiche interne. Malan generalizza un caso per attaccare l'intera categoria, senza citare statistiche su promozioni post-Tortora.
Inoltre, invece di spiegare i meriti del referendum, Malan devia su un caso vecchio di 40 anni. Questo non risponde al "perché votare Sì" ma cerca un appello emotivo non razionale.
Si fa anche uso del terrorismo psicologico, sostenendo che "distrussero la vita di un innocente" per evocare paura, senza prove che il "Sì" possa prevenire casi simili. Statistiche ISTAT/MinGiust mostrano errori giudiziari rari (0,1-0,5% assoluzioni definitive), che resterebbero tali indipendentemente dal voto.
Inoltre Malan ignora tutte riforme successive al caso, introdotti rito accusatorio (1989), pentiti regolati (1991), processo telematico. Azioni che hanno fatto calare gli errori del 30% (dati UE 2023).