Militari Usa ordinano sex toys in missione: il Pentagono interviene


Negli Stati Uniti di Donald Trump, il Dipartimento della Difesa statunitense è arrivato alla porta di un piccolo sexy shop canadese per bloccare la venita online di sex toys destinati a militari americani in missione in Bahrein.
A raccontare la vicenda è Grace Bennett, fondatrice dell’e–commerce Bonjibon. Tutto sarebbe partito da due articoli molto specifici: un plug anale e un vibratore, individuati durante i controlli a raggi X sulla posta in arrivo presso una base della Marina statunitense nel regno del Golfo.

“Ho ricevuto due lettere firmate dal Dipartimento della Difesa per conto del Regno del Bahrein… sono furiosa perché i loro soldati hanno ordinato sex toys piccanti dalla mia attività”, racconta Bennett.
Il Bahrein ha depenalizzato dal 1976 i rapporti omosessuali consensuali tra adulti sopra i 21 anni, ma non prevede alcuna tutela antidiscriminatoria per le persone LGBTQ+ e continua a essere un contesto molto restrittivo. Pornografia e dispositivi sessuali per adulti sono espressamente proibiti dalla normativa locale, e questo vale anche per la corrispondenza destinata alle basi militari straniere sul territorio.
Ma Bennett non sapeva che i prodotti fossero diretti in Bahrein: gli ordini risultavano indirizzati a un recapito statunitense, per poi essere inoltrati ai militari di stanza all’estero. A chiarire la situazione è stata una comunicazione ufficiale proveniente da una base della US Navy in Bahrein.

Nella missiva, dal titolo inequivocabile “Articolo per adulti identificato durante lo screening postale a raggi X”, le autorità militari ricordano che “materiali o dispositivi pornografici non sono ammessi nel Regno del Bahrein”. I sex toys sono stati confiscati e successivamente rispediti al mittente, mentre agli acquirenti è stato riconosciuto un rimborso.
In un passaggio della lettera, quei prodotti sono stati classificati come “pericolo immediato per la vita o l’incolumità fisica, o un pericolo immediato e sostanziale per la proprietà”.
La fondatrice di Bonjibon ha deciso di incorniciare le comunicazioni del Pentagono nel suo ufficio, definendo l’episodio uno dei momenti più surreali e divertenti da quando ha aperto il negozio.
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