Pillon difende le brutalità dell'ICE trumpiana


All'interno dei rastrellamenti razziali ordinati da Donald Trump, alcuni agenti dell'ICE hanno fermato Liam Conejo Ramos, un bambino di cinque anni, mentre il padre lo stava riaccompagnano a casa dalla scuola materna. Arrestato il genitore per immigrazione irregolare, gli agenti hanno costretto il piccolo a bussare alla porta come "esca" per verificare presenze interne, prima di trasferirli entrambi in un centro detentivo a San Antonio, Texas.
È stata un'operazione denunciata come brutale e potenzialmente incostituzionale.
Lo Stato del Minnesota ha presentato ricorsi giudiziari contro i raid ICE, mentre l'avvocato Marc Prokosch ha evidenziato la regolarità delle procedure di asilo della famiglia, senza ordini di deportazione, in un contesto di proteste nazionali per abusi e perquisizioni senza mandato.

Eppure il leghista Simone Pillon tenta di difendere quelle violenze, raccontando una storiella poco credibile:



Come no? Lo avrebbero "messo al sicuro"non un campo di concentramento col padre e la famiglia. A casa nostra, quello si chiama arresto, non mettere al sicuro. E Pillon andrà in chiesa a fare la comunione dopo aver difeso quella inuanità?
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