Pillon si compiace per le bombe di Trump


Il leghista Simone Pillon appare tragicomico mentre si inventa che la sinistra avrebbe "abbattuto leader regolarmente eletti" o che avrebbero sabotato i populisti in Romania. Arriva persino a sostenere che qualcuno avrebbe "giustificato chi ha tentato di far fuori a fucilate Trump" o "legittimato l'assassinio di Charlie Kirk".
Finito il suo fantasioso elenco, si dice compiaciuto perché Trump se ne infischia del diritto internazionale e si è preso il petrolio del Venezuela con la scusa di voler combattere il narcotraffico:



Pillon pensa davvero che sia sufficiente insultare la sinistra per rendrre legittimi i continui massacri di innocenti a cui ci sta abituando la destra? Oppure non si è accorto che delle persone sono morte durante i bombardamenti. Ed è altresì certo che abbia senso accusare la sinistra di pensieri mai espressi per poi sistenere che solo Trump avrebbe diritto ad interventi armati semplicemente perché non li concirda con la comunità internazionale?

Una volta si provavano a portare argomentazioni a sostegno delle oroprie tesi, oggi Pillon preferisce raccontarci che sarebbe sufficiente odiare gli oppositori politici per giustificare ogni atto bellico dei suoi amici. E magari si prova persino a sostenere che qualcuno si lamenterebbe per la rimozione di un dittatore e non per la violazione del diritto internazionale.

A ricorrere alla medesima truffa ideologica è anche Libero, il quale sostiene dovremmo aspirare a divenire colonia statinitense per fare dupetto alle sinistre ed assicurate sempre più dazi al loro padrone:



Davvero non hanno capito che Trump si è limitato ad impossessarsi del petrolio venezuelano? Davvero fingono di credere alla sua squallida propaganda e pensano che i loro lettori potrebbero credere abbia agito perché preccupato per il narcotraffico?
Nessuno è "in lutto" per Maduro, ma per una democrazia e un sistema di diritto internazionale che le destre populiste stanno smaltellando, inneggiando a chi si sveglia un mattino e decide di far fuori qalcuno.
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