Porro attacca chi si fa domande davanti alla morte di un uomo

Non è da escludersi che Nicola Porro possa sognare una polizia in stile ICE, che vada in giro a sparare alla gente. Ma, fortunatamente, in Italia un agente che uccide una persona deve dimostrare di essere stato costretto a farlo, a tutela dei cittadini e del lavoro degli agenti che svolgono con diligenza il proprio lavoro.
Ma dato che l'attuale destra pare gradire chiunque ammazzi un cittadini di origine straniera, Porro cerca di alimentare l'indignazione del suo pubblico. Arriva persino a dirsi "disperato" al pensiero che chi ha ucciso un nordafricano non sia davanti a casa sua pronto a sparare:

Nonostante lui ama titolate "qualcosa non torna" ogni colta che attacca qualcuno, dichiara che sarebbe inaccettabile che qualcuno si faccia domande sulle dinamiche dell'accaduto al posto si sostenere che l'agente abbia ragione a priori. Ed ancora una volta parrebbe intenzionato a sostenere che l'essere "pusher" gli avrebbe fatto meritare la morte e che non va bene farsi domande:

Sfodera poi la sua solita letterina attribuita alla "polizia".

Come si evince dall'articolo, la "polizia" sarebbe la FSP, furiosa con chi osa voler accertare i fatti quando qualcuno viene ucciso. E Porro cerca di dargli supporto, sostenendo che non si tratterebbe di una persona ma di un "nordafricano", quasi l'etnia dovesse avere rilevanza.

La FSP dichiara di avere circa 10.000 iscritti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Non è il sindacato maggiore della polizia: i dati ufficiali del Viminale indicano che il SIULP è il primo sindacato per numero di iscritti, seguito da SAP e SIAP.
Eppure Nicola Porro cita sempre e solo loro, sostenendo che il loro presidente parlerebbe a nome di tutta la polizia ogni volta che gli scrive lettere per attaccare la sinistra o i giudici che applicano la legge.
Ovviamente nessuno "presume" che la polizia vada "in servizio per uccidere". Ma se uccide, la legge prevede che si accerti che non si sia trattato di omicidio, così da evitare brutalità e violenze simili a quelle dell'ICE trumpiana.
Il sindacato che Porro sostiene che i migranti sarebbero "il peggio", ha attaccato Ilaria Salis e ha confezionato selfie con Salvini e interviste a Radio Padamia Libera:

Ovviamente Porro li cita solo quando li può usare per attaccare giudici e opposizioni, non quando quello stesso sindacato scive lettere alla sua Giorgia Meloni per lamentarsi degli arretrati delle indennità di chi è stato mandato nei suoi centri di deportazione albanese (vuoti).