Porro e Del Papa vorrebbero una legge che non sia uguale per tutti?


Nicola Porro fa "toc toc" e ci racconta che il suo Max Del Papa sarebbe furioso al solo pensiero che l'innocenza dei poliziotti possa essere appurata attraverso delle indagini e non data per scontata. Ancor più se morire è un cittadino di origine straniera. Quindi, se trovi un uomo con u n foro di proiettile in testa e l'agente ti dice che è caduto dalle scale, tu devi credergli a priori o Del Papa si arrabbia.
Non meno surreale è che Porro attacchi i magistrati, nonostante siano i suoi amici politi a scrivere le leggi che loro applicano. Ma dire la verità non tonerebbe utile alla sua Giorgia Meloni in vista del loro referendum contro la giustizia...



Nel suo rabbioso articoletto di propaganda, Max Del papa sostiene che "non capita in nessun posto al mondo" che un agente possa essere indagato perché "ha sparato su un malvivente violento e demente che gli puntava una pistola contro".
Se effettivamente è vero che la versione dell'agente presenta zone d'ombra perché ha descritto la vittima come una persona che si sarebbe comportata in maniera assurda, Del Papa dice che lui ha deciso che bisogna prenderla per buona senza verificarla perché "quando le cose sono palesi non ci si sta tanto a perdere tempo".

Secondo lui, è uno spreco di tempo essere scrupolosi al posto di scegliere le versione che farebbe felici i populisti:

Invece questa è l’altra faccia dello scrupolo, pro balordi, che quando eccede finisce per risolversi in profonda ingiustizia. Possiamo tollerarlo? Diremmo di no, tanto più che non è la prima volta che succede, anzi è abitudine della magistratura (e con la fola dell’atto dovuto, per favore, finiamola lì una volta per tutte).

Ci spiega poi che non si può sparare alle gambe di qualcuno, bisogna sempre ucciderlo:

Scusate, ma di che cazzo stiamo a discutere? A cavillare? A processare? This is not America, dove la polizia di frontiera scarica 10 pallottole in corpo a un manifestante, ma se un delinquente punta un’arma contro un agente, il minimo che gli può e gli deve capitare è di venire centrato.

Si passa poi all'attacco ai magistrati che applicano la legge

Signori e magistrati, toc toc: a nessuno passa per la testa il sospetto che ogni tanto le garanzie vadano riservate anche a quelli che rischiano la pelle per tutelare tutti gli altri, e che, in divisa o senza, vengono spediti negli abissi più infami da dove saltano fuori ossessi pronti a decapitarli, a farli secchi?

Peccato che le indagini siano a garanzia dell'agente. Appurare i fatti serve anche a scagionarlo in maniera definitiva, cancellando ogni dubbio. Ma Del Papa sostiene che la legge dovrebbe essere meno uguale per chi è accusato di essere delinquente e non è parte di quei delinquenti che hanno rubato 49 milioni di euro agli italiani siedono al governo.

Arriva poi il solito attacco alle opposizioni:

C’è una cosa, la sinistra non perde occasione per sputare sulle forze dell’ordine difendendo maranza, spacciatori, balordi dai quali evidentemente si aspetta un aiuto, in forma di manovalanza, per la rivoluzione o almeno il colpetto di Stato sempre sognato – perché la sinistra si riempie la bocca di democrazia, di regole, di Costituzione, ma per via legale non concepisce niente, il potere lo cerca, lo vuole, lo insegue regolarmente con mezzi non ortodossi quando non farabutteschi; però, quando servono, gli sbirri li vuole e li vuole subito.

E chi avrebbe mai sputato addosso alle forze dell'ordine? Possibile che tutto si riduca al sostenere che il razzismo sarebbe la risposta a tutto?
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