Porro schiuma per l'esclusione di Massimo Boldi dalla staffetta della torcia olimpica

Con tutti gli atleti meritevoli che abbiamo in Italia, non si capisce perché mai avremmo dovuto chiamare Massimo Boldi a portare la fiamma olimpica. Il dubbio che il suo unico "merito" fosse quello di essersi palesato come uno sfegatato supporter di Giorgia Meloni parrebbe essere diventato una certezza dopo che l'attore di destra ha dichinato di non amare lo sport e di preferire la "fi*a".
Ovviamente Nicola Porro ha dato di matto, tirando in ballo persino quel fantomatico "woke" che si è inventato il suo Donald Trump:

Nell'articolo di Salvatore Di Bartolo, si sostiene che una "scellerata ideologia corretta politicamente continua a mietere vittime illustri anche nel patinato mondo dello spettacolo". A suo dire, il suo Boldi sarebbe stato vittima di un "esasperato ideologismo wokista" perché escluso dopo quella sgradevole battuta volgare.
Secondo loro, dire volgarità e oscenità sarebbe "sana ironia". E se non lo fosse, sarebbe bello ridurre la donna al suo organo genitale:
Che poi, del resto, anche se non si fosse trattato di mera ironia, ma, piuttosto, di affermazioni realmente sentite, che male ci sarebbe a rivendicare la propria passione per le donne e per i piaceri della vita? È forse così scandaloso riconoscere un dato di fatto, ovvero che tutti i giochi olimpici che rispettino si contraddistinguono, oltre che per le brillanti performance sportive, anche per la bella presenza e per le libertà che spesso e volentieri gli atleti scelgono di concedersi tra un’impresa sportiva e l’altra? No, non lo è affatto.
Sta forse dicendo che le atlete si concederebbero a tutti? Ma lui conclude:
Con questa decisione si è fatto di più, ma, comunque, nulla che abbia neppure lontanamente a vedere con lo spirito olimpico: si è scelto di sacrificare mestamente l’ironia e la libertà di espressione sull’altare dell’ideologia.
Quindi la volgarità sarebbe "libertà di espressione" e a rappresentare lo sport olimpico dovrebbe essere chi lo disprezza?