Russia, maxi-multa a una libreria accusata di “propaganda LGBT”


In Russia, una libreria della catena Chitay-gorod è stata condannata a pagare 800 mila rubli, pari a circa 8.700 euro, per presunta “propaganda LGBT” legata a quattro libri presenti in catalogo. La decisione è arrivata dal tribunale distrettuale centrale di Chita, città della Siberia orientale.
I titoli dei volumi incriminati sono stati coperti da segreto, ma nella motivazione si legge che i libri sono stati bollati come “propagandistici” sulla base di due perizie richieste dalle autorità, secondo cui metterebbero in discussione le “rappresentazioni tradizionali russe della famiglia e della società”.
Una delle perizie sostiene che le opere arriverebbero a screditare la famiglia patriarcale, invitando alla “liquidazione del sistema tradizionale di valori”. In questo quadro, i periti parlano di un presunto “anarchismo sessuale” in cui le persone potrebbero “scegliere liberamente il proprio orientamento di genere in qualsiasi momento della vita”.
La seconda valutazione atteibuisce ai testi una “direzione omosessuale” e sostiene che i contenuti “umilierebbero e offenderebbero” chi si riconosce nelle cosiddette “valori tradizionali”. In pratica, sarebbero gli integralisti le vere vittime di discriminazione.

Nel mirino del governo russo non ci sono solo le librerie: pochi giorni fa è stata bloccata la distribuzione del videogioco Roblox, accusato dalle autorità di favorire comportamenti criminali violenti, veicolare “propaganda LGBT” e contenere materiali ritenuti inadatti ai minori, giudicati pericolosi per la loro “formazione morale e spirituale”. Anche il romanzo “IT” di Stephen King è stato messo al bando dopo quarant’anni di circolazione, con la motivazione che promuoverebbe “relazioni non tradizionali”.
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