Salvini continua a cavalcare la tragedia di Crans Montana

Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, non è chiaro perché il leghista Matteo Salvini giochi a fare il ministro degli esteri elvetico al posto di provare a far funzionare quei treni di cui sarebbe responsabile. Ed è un po' squallido voglia sempre dire la sua su tutto, in quello che potrebbe sembrare un becero tentativo di cavalcare e strumentalizzare ogni morto gli passi fra le mani.
Oggi dice che a lui sta bene che la polizia elvetica abbia arrestato il proprietario del locale in cui sono morti 40 ragazzi a seguito di un incendio accidentalmente appiccato dagli avventori:

Evidentemente Salvini ha già trovato il colpevole, lo ha già processato e lo ha già condannato. Forse pensa che il processi vada condotto con imparzialità solo quando è lui l'indagato o quando i suoi compagni di governo cercano in ogni modo di raggiungere la prescrizione.
A poche ore dall'incidente, Salvini ha cercato visibilità attraverso un post in cui esprimeva una preghiera per le vittime ("Una preghiera per quei poveri ragazzi e per i loro genitori"). Il giorno stesso ha attaccato chi ha osato commentare le immagini che mostravano alcuni ragazzi che continuavano a ballare e riprendevano col cellulare il locale in fiamme, senza darsi alla fuga. Il 4 gennaio ha sostenuto fosse una "tragedia evitabile" causata dall'"irresponsabilità di gente senza scrupoli" che avrebbe pensato solo ai soldi.
Col commento odierno, parrebbe sostenere che la "giustizia" si otterrebbe sbattendo qualcuno in carcere. Ha attaccato praticamente tutti, ma non ha proposto alcun atto concerto per garantire la prevenzione. In fondo usare una vicenda avvenuta in Svizzera è molto utile per evitare che prima o poi possano emergere responsabilità del loro esecutivo.
In passato ci fu una tragedia simile anche in Italia, con la strage di Corinaldo avvenuta l'8 dicembre 2018. All'epoca Matteo Salvini era ministro dell'Interno e reagì all'incidente dicendo che «non si può morire così a quindici anni», «Chi sbaglia deve pagare» e «Trovare i responsabili di queste sei vite spezzate, chi per cattiveria, stupidità o avidità ha trasformato una serata di festa in una tragedia».
In pratica disse le stesse cose che sta ripetendo anche ora, ma parrebbe non esserci mai alcuna azione che vada al di là di qualche invettiva o di qualche azione immediata fine a sé stessa.
Nel caso italiano, i proletario non ebbero conseguenze. A finire in carcere furono 6 giovani (tra i 19 e i 22 anni) accusati di omicidio preterintenzionale plurimo, lesioni personali, furto, rapina e associazione a delinquere. Ma Salvini si disse comuqnue soddisfatto perché qualcuno era finito dietro le sbarre: «Speriamo che la Giustizia preveda galera certa per tutti, senza sconti o attenuanti», disse all'epoca.