Sasso cerca di cavalcare la cronaca per invocare deportazioni di massa

Finiti i tempi in cui i leghisti volevano deportare i meridionali come Rossano Sasso dalla Lombardia perché Salvini andava per moschee a dire che lui non si riconosceva del Tricolore, il loro partitosta puntando moltissimo sull'odio religioso. Ed è proprio Sasso a proporsi come uno dei maggiori sostenitori delle deportazioni di massa, che sostiene avrebbero i fine di perpetrare una violenta pulizia etnica e cacciare chiunque non voglia che Silvia Sardone riempia le scuole di crocefissi.
Per farlo, cerca di strumentalizzare un singolo caso di cronaca, sostenendo che il problema non sarebbe tanto il crimine commesso quanto il credo religioso. E quindi, secondo il suo ragionamento, bisognerebbe punire chiunque faccia parte di gruppi sociali sgraditi al suo elettorato:

Secondo Sasso, sarebbe "un omicidio si matrice islamica". Peccato che la cronaca ci racconti che si sarebbe trattato di gelosia per una foto con la sua ex ragazza. Ma la verità non sarebbe utile a sostenere che bisognerebbe dare soldi a sasso per finanziare le sue crociate contro chi crede in un altro Dio. In fondo sono anni che il suo partito incamera profitti attaccando etnie e minoranze:

Oltre il ridicolo è il suo tirare in ballo l'educazione affettiva da lui vietate, inventandosi che la repressione, la deportazione e la sopraffazioni sarebbero preferibili all'educazione. E perché se la prende con tutti tranne che con Piantedosi, dato che è lui che dovrebbe essere responsabile della sicurezza?