Un utente paragona Borghi a Charlie Kirk. Lui lo querela: «Ravviso minacce»

Si sa che i politici godono di innumerevoli privilegi, tra cui una immunità che impedisce ai cittadini di poterli querelare in caso di calunnia o diffamazione. Ma il senatore leghista Claudio Borghi ci fa sapere che loro possono persino querelare i privati cittadini attraverso un commissariato interno, che li esonera persino dalle code negli uffici dei carabinieri.

Il senatore ci informa che la polizia rincorrerebbe i cittadini che cascano alle sue continue provocazioni, a spese dei contribuenti. Ed è curioso che nel suo caso la polizia darebbe seguito alle sue richieste, al contrario di ciò che probabilmente accadrebbe al comune cittadino insultato o minacciato sui social:

La "minaccia" denunciata da Borghi sarebbe un post in cui un utente lo paragona a Charlie Kirk in merito alle sue teorie sul fatto che la Groenlandia non aspetterebbe altro che essere invasa da Trump grazie ad un governo italiano che lavora per smantellare l'Unione Europea a vantaggio degli Stati Uniti.

Premesso che Charlie Kirk non era un politico, non è chiaro con quale diritto Borghi minacci chi non censura le proprie idee solo perché lui vede "minacce" in chi lo paragona ad un convinto trumpiano che promuoveva idee controverse una retorica simile. Ed è abbastanza surreale che ad un punto tiri in ballo persino la moglie, che dice sarebbe "spaventata" anche se lui pubblica fotografie e nomi che la rendano identificabile dalle persone che sostiene lo avrebbero "minacciato"

Se sua moglie si "spaventa" per un paragone simile, quanto dovrebbero spaventarsi le mogli di tutti quei lavoratori di origini straniere a cui il suo partito continua a promettere deportazioni di massa?