Board of Peace, la Casa Bianca irritata dal Vaticano


La Casa Bianca ha attaccato il Vaticano, irritata dal suo rifiuto di unirsi alla prima riunione del cosiddetto "Board of Peace" di Donald Trump. Sulla carta, quelle riunioni dovrebbero servire a gestire la ricostruzione di Gaza, anche se è più probabile che Trump voglia semplicemente cercare di fatturare sui morti.
La portavoce, Karoline Leavitt, ha definito «profondamente spiacevole» l'assenza della Santa Sede, con toni da campagna elettorale che tradiscono la vera ossessione di Trump: il consenso del suo elettorato conservatore religioso.

Il Board, benedetto a malapena dal Consiglio di Sicurezza, promette 5 miliardi di dollari iniziali per Gaza. Una miseria rispetto ai 70 miliardi chiesti dalle Nazioni Unite. Non illudiamoci: dietro c'è l'interesse economico puro di Trump, con appalti succosi per amici e aziende americane, un modo per foraggiare lobby e gonfiare il portafoglio mentre Gaza resta un rudere.

Circa venti Paesi hanno aderito formalmente, ma con toni tiepidi: la Germania partecipa solo come osservatore con un alto funzionario del ministero degli Esteri; la Francia ha attaccato la Commissione europea per aver inviato la commissaria Dubravka Suica senza mandato del Consiglio. Eccezione clamorosa l'Italia, l'unico Paese ad aver aderito entusiasticamente, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un sì netto che rompe gli steccati, come emerge dalle strategie culturali di Fratelli d’Italia.
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