Il governo Trump cancella la realtà LGBTQIA+ per colpirne i diritti

Per cancellare i diritti di una comunità è fondamentale innanzitutto nasconderne le evidenze statistiche, poiché ciò che non viene misurato ufficialmente cessa di esistere nell'agenda politica di un Paese. È questo il cuore della strategia adottata dall'amministrazione Trump, che attraverso una sistematica operazione di pulizia dei dati sta rendendo invisibile la popolazione LGBTQIA+ negli Stati Uniti.
Secondo un recente e allarmante rapporto del Williams Institute della UCLA School of Law, quasi 400 sondaggi federali sono stati privati delle domande relative all'orientamento sessuale e all'identità di genere, utilizzando lo stratagemma burocratico delle richieste di modifica non sostanziali per evitare di dover fornire motivazioni valide o affrontare lunghi iter di approvazione.
La manovra trae la sua legittimazione politica dall'Ordine Esecutivo 14.168, firmato da Donald Trump il 20 gennaio 2025, un provvedimento nato ufficialmente per difendere le donne dalla fantomatica "ideologia di genere" e ripristinare la cosiddetta "verità biologica" all'interno del governo. Tuttavia, l'effetto concreto di questa scelta è l'eclissi totale di dati che Lauren Bouton e Elana Redfield, ricercatrici del prestigioso think tank, definiscono essenziali per comprendere le disparità in termini di salute, economia e sicurezza. Senza numeri certi e aggiornati, il governo perde la capacità di monitorare le discriminazioni e, soprattutto, di giustificare lo stanziamento di fondi e risorse necessari a rispondere ai bisogni specifici di un gruppo sociale già sproporzionatamente a rischio. Questa cancellazione statistica si inserisce in un clima di scontro aperto che ha già visto la rimozione di ogni riferimento alle tematiche arcobaleno dai siti governativi e la simbolica ammainata della bandiera Progress Pride dal monumento di Stonewall a New York.