Il nuovo codice civile ucraino rischia di cancellare le famiglie lgbt


Sono tanti i diritti negati ai soldati gay che combattono sul fronte ucraino. Non possono visitare il partner in ospedale, recuperarne il corpo in caso di decesso o accedere ai risarcimenti statali riservati alle famiglie.
Ma la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente con l'approvazione dell'attuale bozza del nuovo Codice Civile (n. 14394), firmata da Ruslan Stefanchuk. Il testo, pur essendo presentato come un allineamento agli standard europei, nega il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso e riserva la tutela delle "unioni familiari di fatto" esclusivamente ai partner eterosessuali.

L'aspetto più critico della riforma riguarda la sua natura retroattiva: la bozza prevede infatti l'annullamento di sentenze giudiziarie precedenti e l'invalidazione di matrimoni già contratti legalmente da persone trans che avevano effettuato la transizione anagrafica. Secondo le denunce di ong come "Tochka Oporu" e dei veterani LGBT+, questo provvedimento non mira a proteggere la famiglia, ma a restringere la sicurezza e i diritti fondamentali dei soggetti più vulnerabili.

La Commissione Europea è intervenuta sulla questione avvertendo che l'adozione di norme così restrittive rischia di rallentare il percorso di adesione dell'Ucraina all'UE, poiché la scadenza del 2025 per l'adozione di una legge sulle partnership registrate è già stata mancata. Il timore degli osservatori internazionali è che Kiev possa seguire il "caso georgiano", scivolando verso una democrazia illiberale e allontanandosi dai principi europei proprio mentre combatte per difenderli.
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