Il pastore Carollo pare furioso con chi liberò l'Italia dal nazifascismo


La condanna del nazifascismo dovrebbe essere un valore universale e condiviso, ma il pastore evangelico Luigi Carollo si dice furioso con una donna ultracentenaria che dal palco di Sanremo ha ricordato la cacciata dei fascisti.



L'impressione è che il pastore evangelico non abbia gradito il "ciao ciao" che la signora ha rivolto ai fascisti del 1943, quasi si riconoscesse lui stesso in quella definizione o in quella parte politica. E non meno singolare è il suo sostenere che la condanna del nazifascismo avrebbe attinenze con la sua agognata riforma Nordio, suonando quasi come un’ammissione involontaria su quali siano gli effetti realmente auspicati da una certa destra.



In questo rovesciamento della realtà, dove la condanna del nazifascismo viene percepita come un a sorta di attacco personale, troviamo anche i suoi proseliti pronti a sostenere che celebrare la liberazione dal nazifascismo sarebbe da "festa de l'Unità" se non addirittura contro gli "insegnamenti biblici":



La Bibbia sosterrebbe che Hitler e Mussolini avessero ragione? L'antifascismo sarebbe "ideologia" e non un valore costituzionale? Non ci risulta...
E non meno opinabile è il tentativo di tirare in ballo i bambini, col pastore che invita i genitori di estrema destra a censurare la testimonianza di chi si schierò contro il regime fascista. Poi però urla "giù le mani dai bambini" quando qualcuno osa proporre un po' di sana educazione al rispetto.
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