Il pastore Carollo tona a denigrare chi chiede parità di diritti

Ci sarebbe da chiedersi quanto ci sia di autentico nelle posizioni espresse dal pastore evangelico Luigi Carollo contro la dignità delle famiglie gay. Anche chi si è espresso spesso con toni molto offensivi contro la comunità, come Andrea Vani, sembra aver colto un punto: il rischio che la sua propaganda sia mero strumento per ottenere visibilità mediatica.

È triste vedere una figura che si definisce "religiosa" pronta a cadere nell'errore di voler stabilire una gerarchia tra cittadini, sostenendo che l'uguaglianza dei diritti sia un errore. Chi gode già di tutele legali dovrebbe forse mostrare maggiore empatia verso chi ne è privo, anziché etichettare come "sbagliato" il desiderio di stabilità di tante famiglie.
Anche l'argomento della riproduzione quale requisito fondamentale del matrimonio appare molto fragile: la legge non impone obblighi biologici alle coppie eterosessuali, rendendo questa distinzione una discriminazione basata solo sul pregiudizio. Infine, ridurre la complessità di un legame affettivo a stereotipi sui ruoli sessuali svilisce non solo chi viene attaccato, ma la dignità stessa del discorso pastorale, che dovrebbe elevare l'amore sopra l'istinto.
Speriamo in un futuro in cui il confronto torni a essere rispettoso, mettendo al centro le persone e non la ricerca di un invito da Cruciani.