Imane Khelif denuncia gli haters e punta dritto alle Olimpiadi 2028: "Combatterò l'odio sul ring di Los Angeles"


Imane Khelif, la pugile algerina oro olimpico a Parigi 2024, ha sporto denuncia contro i suoi feroci hater. Dopo mesi di fango mediatico e insulti sessisti, la campionessa si dice pronta a ogni test di genere pur di tornare a combattere, mirando alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. "Non sono una donna trans, sono una ragazza. Sono stata allevata come tale, cresciuta come tale, e il mio Paese mi ha sempre riconosciuta così", ha dichiarato a CNN International. "Se serve un test, lo farò. Non ho problemi".

L'odio subito da Khelif è un capitolo vergognoso di transfobia e discriminazione di genere. Un anno e mezzo fa, la sua vittoria olimpica scatenò l'entusiasmo dell'Algeria, ma anche una valanga di attacchi. Fu definita "uomo" da Donald Trump,che anche recentemente l'ha chiamata "un giovane gentiluomo trans". Peccato non lo sia, dato che al massimo è stata aggredita e insultata per i suoi presunti tratti intersex e peri duoi alti livelli di testosterone. Questo odio ha negato a Imane i Mondiali di pugilato a settembre, causandole un "trauma psicologico" per lei e la famiglia. "Voglio vivere la mia vita, non siate sfruttati per agende politiche", ha replicato con forza. Eppure, gli haters persistono, ignorando che Khelif è cisgender, nata donna in un Paese dove la transizione è illegale.

La "macchina del fango" fu avviata nel 2023 dall'International Boxing Association russa, ovviamente filo-putiniana, che sospese Khelif e la taiwanese Lin Yu-ting. Alle Olimpiadi 2024, il CIO le reintegrò, ma World Boxing criticò pubblicamente Imane, imponendo nuovi controlli prematuri. Dopo scuse dell'organo e ricorso vinto alla Corte Arbitrale dello Sport (che però le negò la partecipazione), Khelif ha condiviso cartelle cliniche e test ormonali con World Boxing. Conferma di avere il gene SRY sul cromosoma Y e di aver seguito una terapia ormonale per abbassare il testosterone prima di Parigi: "Ho ormoni femminili, l'ho fatto per competere".
Ora, in vista di Los Angeles 2028, potrebbe ottenere la sua rivincita davanti Trump.
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